Profil de alejandroReal Thing BlogPhotosBlogListes Outils Aide

Blog


23 septembre

IT

"Allontanati dal ricordo... ma non dal desiderio! Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte. Parti e cerca di continuare a sorridere, trovati un po' di rock & roll alla radio e vai verso tutta la vita che c'è con tutto il coraggio che riesci ad alimentare! Sii valorosa, sii coraggiosa, resisti!!!"..
15 mars

Il Vecchio e il Mare

Gregorio Fuentes, il pescatore che ispirò il romanzo.
E' morto a Cuba il 13 Gennaio 2002 a 104 anni
.
 
.. << E disarmò i remi senza far sobbalzare la barca. Si sporse a prendere la lenza e la tenne con delicatezza tra il pollice e l'indice della mano destra.
"Così al largo, deve essere enorme questo pesce", pensò.
"Era mezzogiorno quando ha abboccato e ancora non l'ho visto".
Poi si guardò alle spalle e vide che la terraferma era scomparsa. "Non importa, posso sempre rientrare con le luci dell'Avana".
Poi cominciò ad avere pena del grande pesce che aveva abboccato.
"E' meraviglioso e strano e chissà quanti anni ha", pensò. "Non mi è mai capitato un pesce così forte e che si sia comportato in modo così strano. Forse è troppo saggio per saltare. Potrebbe uccidermi se saltasse o se si mettesse a correre forte. Ma forse ha già abboccato molte volte e sa che la sua battaglia va combattuta in questo modo. Non può sapere che c'è un uomo soltanto contro di lui e che quest'uomo è un vecchio".
Quando il sole fu più alto, il vecchio si rese conto che il pesce non si stancava. Vi fu un unico segno favorevole. L'inclinazione della lenza rivelò che il pesce nuotava ad una profondità minore.

"Pesce", disse, "Ti voglio bene e ti rispetto molto. Ma ti avrò ammazzato prima che finisca questa giornata".
Proprio in quel momento il pesce diede uno strattone improvviso che fece cadere il vecchio sulla prua e l'avrebbe scaraventato in mare se non avesse trovato l'equilibrio e non avesse dato un po’ di lenza. Tastò la lenza con cura con la mano destra e si accorse di avere la mano insanguinata. La lenza si alzò lentamente e regolarmente e poi la superficie dell'oceano si sollevò davanti alla barca e il pesce uscì. Uscì senza fine e l'acqua gli ricadde sui fianchi. Era lucente nel sole e la testa e la schiena erano di un rosso scuro e nel sole le striscie sui fianchi apparivano larghe, di un lavanda leggero. La spada era lunga come una mazza da baseball e appuntita come una alabarda e il pesce si alzò in tutta la sua lunghezza sull'acqua e poi vi rientrò, dolcemente, come in un tuffo, e il vecchio vide la grande lama falcata della coda andare sott'acqua e la lenza incominciò a filare.
"Come stai, pesce?" chiese ad alta voce.
"Io sto bene e la mano va meglio e ho da mangiare per una notte e un giorno. Tira la barca, pesce. Anche tu sei un mio amico. Non ho mai visto e non ho mai sentito parlare di un pesce simile. Ma devo ucciderlo. Sono contento che non dobbiamo cercar di uccidere le stelle".
Il pesce ora si avvicinava nel suo giro calmo e bello e muoveva soltanto la grande coda. Il vecchio tirò più che potè per avvicinarlo. Per un attimo il pesce si piegò un poco sul fianco. Poi si raddrizzò e cominciò un altro giro.
Raccolse tutto il dolore e ciò che gli restava della sua forza e dell'orgoglio da tanto tempo sopito e lo pose contro l'agonia del pesce e il pesce si accostò al suo fianco e nuotò con garbo sfiorando quasi col rostro il fasciame della barca e si avviò ad oltrepassarla, lungo, profondo, largo, argenteo e striato di viola ed interminabile nell'acqua. Il vecchio lasciò cadere la lenza e vi posò sopra il piede e alzò la fiocina più alta che potè e la lanciò con tutta la sua forza, e la nuova forza che aveva allora trovato, nel fianco del pesce, e dietro alla grande pinna pettorale che si alzava nell'aria giungendo all'altezza del petto dell'uomo. Sentì il ferro conficcarsi e vi si appoggiò sopra e lo immerse più profondamente e poi lo spinse con tutto il peso del suo corpo. Allora il pesce tornò in vita, recando in se la sua morte, e si librò alto fuori dell'acqua mostrando tutta la grande lunghezza e larghezza e tutta la sua forza e la sua bellezza. Parve restare sospeso nell'aria sul vecchio nella barca. Poi precipitò in acqua in un crollo che coprì di spuma il vecchio e tutta la barca. Legò il pesce a prua e a poppa e al banco centrale. Era così grosso che fu come legare una barca più grossa affiancandola alla sua.
..
Il pescecane si accostò alla poppa e quando lo colpì il vecchio vide la bocca che si apriva e gli strani occhi e il chiostro tintinnante dei denti quando si immersero nella carne poco sopra la coda.

"Si è portato via quasi venti chili" disse il vecchio, ad alta voce."Si è portato via anche la fiocina e tutta la sagola e ora il mio pesce perde di nuovo sangue e ne verranno degli altri".
Verso mezzanotte giunsero in una frotta e il vecchio riuscì a vedere soltanto le linee fatte nell'acqua dalle pinne e la loro fosforescenza quando si gettarono sul pesce. Prese a mazzate le teste e udì le mascelle serrarsi e la barca scrollata mentre gli squali attaccavano da sotto. Colpì disperatamente… sapeva di essere sconfitto ormai definitivamente e senza rimedio… durante la notte gli squali azzannarono la carcassa come si possono raccogliere le briciole sulla tavola.
..
"Resta sdraiato" disse il ragazzo. "Bevi questo". Gli versò un po’ di caffè in un bicchiere. Il vecchio lo prese e bevve. "Mi hanno battuto, Manolin" disse. "Mi hanno proprio battuto".
"Ma non ti ha battuto lui. Il pesce."
Quel pomeriggio arrivò una comitiva di turisti alla Terrazza, e mentre guardavano nell'acqua tra le latte vuote di birra e le barracudas morte, una donna vide una lunga spina dorsale bianca con una coda enorme che si alzava e dondolava con la corrente mentre il vento di levante sollevava un gran mare pesante fuori dell'ingresso del porto. "Non sapevo che i pescecani avessero la coda così bella, così ben fatta" "Neanch'io" rispose il suo compagno. >> ..
16 octobre

Uno

".. Ho dato la mia vita, le mie forze per diventare la persona che sono. Ne valeva la pena? .."
(kissà quanti di voi se lo saranno mai kiesto, anke una volta sola. io me lo kiedo, spesso ma nn so cosa rispondere.. voi ke risposta vi siete dati? xò ora mi sorge spontanea una domanda.. anzikè kiederci se ne è valsa la pena, prima nn dovremmo kiederci se ammetteremo mai quel ke siamo veramente e soprattutto se accetteremo mai quello ke siamo veramente? credo ke siano delle cose molto importanti e fondamentali, mi sbaglio?? voi ks ne pensate?)
 
".. In ogni istante il mondo che noi conosciamo si divide in un numero infinito di altri mondi, di diversi futuri, di differenti passati. .."
(è quello che credo anke io o almeno me lo auguro; ogni istante è fatto di infinite scelte ke ti portano ad affrontare storie, emozioni, esperienze differenti. voi ks ne pensate?)
 
".. Le svolte sbagliate sono altrettanto importanti di quelle giuste. Più importanti, a volte. .."
(pura verità!! quante cose si possono apprendere dagli sbagli!! no??)
 
".. Noi abbiamo infinite scelte. Le nostre scelte ci portano alle nostre esperienze, e con l'esperienza noi comprendiamo che non siamo affatto le piccole creature che sembriamo. Noi siamo espressioni interdimensionali della vita, specchi dello spirito. .."
(questa frase la dedico a tutte le persone ke stanno passando un momento un po difficile dl loro vita e ke si dimenticano di quanto siano importanti. vi mando un abbraccio forte!!)
 
".. Noi mettiamo a fuoco solo un tempo di vita e pensiamo che questo sia tutto quello che c'è. Ma ogni altra personificazione, quelle velate che riteniamo che siano sogni e desideri e remote possibilità, sono reali come qualsiasi altra. Siamo noi a scegliere il nostro fuoco. .."
(anke le piccole cose sono importanti, se nn le +importanti!! nn smetterò mai di dirlo. c'è ki sceglie di vederle, apprende subito molte cose ke rimmarranno sempre celate ai +, e ki no.. )
 
 
Tutte queste stupende frasi sono state tratte dal libro: "Uno" di Richard Bach
Consiglio vivamente di leggere questo libro, è davvero bello e si ha anke la possibilità d apprendere delle cose fantastike e Interessanti!!
13 octobre

Ricordo e..

Ricordo: la facoltà di ricreare il passato..
Percepiamo di nuovo con la mente forme e colori, volti e voci, odori ed emozioni; ciò che è stato vive in noi, forse in modo più intenso di quando è accaduto. Tramite la memoria, la bellezza è ricordata e di nuovo gustata.
 
Immaginazione: la facoltà di creare..
Rompendo i vincoli di ciò che è noto, facciamo nascere il nuovo in tutti i campi: idee o immagini, musiche o romanzi, teoremi o congegni elettronici. Un'immaginazione di talento anziché riprodurre genera la bellezza.
 
Tratto da: "Esperienze delle vette", di Piero Ferrucci.
 
Ricordo e Immaginazione, due cose fondamentali nella vita.
Il Ricordo è alla base della vita!! Al termine della nostra avventura noi lasciamo un ricordo, positivo o negativo che sia; è anche l'unica maniera xcomunicare con il futuro, xlasciare un segno e simbolo di noi stessi.
L'Immaginazione è quella cosa che ci permette di sognare, preffissarci degli obiettivi e (cosa +importante) creare!!