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29 janvier

Bomba Atomica... o carità?

Almeno, per ora, è semplice...
E non c'è più posto per coloro che esitano,
che tergiversano
e offrono alla vita indegni compromessi.
 
Oggi, bisogna scegliere,
subito,
e per sempre.
O gli uomini imparano ad amarsi,
a comprendersi,
o l'uomo, finalmente, impara a vivere per l'uomo,
o gli uomini spariranno
tutti,
e tutti assieme.
 
Indubbiamente, ci son sempre state lotte e guerre.
Da principio ci furono Abele e Caino.
Ma Caino non poteva uccidere che Abele...
 
Poi è arrivato il progresso,
e il progresso è diventato
un'immensa macchina per assassinare.
Domani un uomo, uno solo,
la follia d'un uomo solo potrà annientare
l'umanità intera.
 
Perché chi può assicurarci che mille, duemila,
diecimila bombe atomiche lanciate sul mondo,
non siano la fine del mondo?
 
Eppure tutto ciò l'aveva creato Dio
nel Paradiso terrestre.
Dio l'ha voluto come tutte le cose.
Dio ha permesso che l'uomo imparasse
a disintegrare l'atomo,
e l'ha lasciato libero di fare
ciò che gli suggeriva il cuore.
 
Se l'uomo vuole, ecco al suo servizio
una sorgente inesauribile
d'energia e di calore.
Nessuno avrà più freddo.
 
Presto nessuno avrà più fame.
 
Ma se l'uomo vuole diversamente,
è la distruzione della terra,
la scomparsa del genere umano.
 
Sull'albero della scienza del bene e del male,
che frutto sta per cogliere l'uomo?
Quale che sia,
l'Era Atomica è la fine d'un mondo:
il mondo dove ciascuno viveva per sé,
non pensava che a sé,
e s'era costruito un piccolo universo
ipocrita e "benpensante".

È la fine di quel mondo,

o la fine del mondo.
 
O l'uomo comincia infine a vivere per l'uomo,
o gli uomini spariranno,
tutti,
e tutti insieme.
 
CARITA'! CARITA'!
 
La Carità contro la bomba atomica:
ecco la guerra che comincia.
Ed è una lotta estrema.
 
Perché solo la carità riesce ad annientare
la bomba atomica
nel cuore dell'uomo.
 
Perché la bomba atomica assomiglia alla Carità.
La sua potenza spaventosa, è di non arrestarsi
sulla strada della morte.
Un atomo distrugge un atomo, e il seguente
distrugge il successivo.
Ed è un seguito d'annientamenti,
indefinito,
e, forse, infinito.
Chi scaglia una bomba, non conosce il numero
dei cadaveri
che stenderà al suolo.
 
Così pure, la carità.
 
Una buona azione, un gesto di vera fraternità,
crea la gioia.
E da questa gioia nasce un'altra gioia.
Ed è un susseguirsi di felicità,
indefinito,
e, forse, infinito.
Chi fa del bene non conosce mai tutto il bene
che ha fatto.
 
Bomba atomica o carità?
Catena di morte o catena d'amore?
Bisogna scegliere.
E subito.
E per sempre.
 
Ce l'aveva pur detto, duemila anni fa.
Ma perché l'aveva detto,
gli uomini l'han crocifisso.
E perché i suoi discepoli lo ripetevano,
hanno ucciso i discepoli.
Ma non sono riusciti a soffocare la voce
dolce e divina che,
da duemila anni, ripete:
 
AMATEVI!
 
IL CRISTIANESIMO
È  LA RIVOLUZIONE DELLA CARITA'!
 
Allora, una crociata?
E perché no?
 
Tu pensi di salvare il mondo
con i discorsi degli uomini di stato
o i voti delle assemblee?
 
Perché si tratta di salvare il mondo
da se stesso,
e dalla sua bomba atomica.
Un uomo che non osa credere più in nulla,
perché gli hanno insegnato a rinnegare tutto,
che non s'aspetta più nulla,
perché gli hanno promesso tutto.
 
Salvare il mondo.
Insegnargli di nuovo a guardare la vita
da un angolo di gioiosa e vigile fraternità.
Fargli sapere che non possiede altro
che il bene che si fa,
che i malvagi sono i veri infelici,
che solo l'egoista
è del tutto solo.
 
La Carità,
luce della nostra vita.
 
La Carità,
non l'elemosina.
Il denaro ha insudiciato tutto,
perfino l'idea di Carità.
 
La Carità non è "denaro".
È un atto d'amore,
è un dono di sé
che ti sublima
e paga il tuo sforzo e la tua rinuncia
con la gioia.
 
La Carità,
sorgente d'ogni gioia.
 
La Carità che non conosce
classi
caste o razze;
la Carità che se ne infischia delle frontiere;
la Carità che non tollera la guerra;
la Carità più forte della morte.
 
La Carità, legge di Dio,
riflesso della Sua eternità.
 
Ho sognato...
Un uomo si presentava al giudizio del Signore.
"Vedi, mio Dio - gli diceva -
io ho osservato la tua legge,
non ho fatto nulla di disonesto,
di cattivo, o d'empio.
Signore, le mie mani sono pure".
 
"Senza dubbio, senza dubbio - gli rispondeva
il buon Dio - ma sono anche vuote":
 
Bomba atomica o Carità?
Bisogna scegliere.
 
... E per prima cosa imparare a vivere per gli altri.
Se noi fossimo soltanto capaci
di pensare a qualcosa che non sia
soltanto il nostro "io",
di sentire che in ogni momento della nostra vita,
mentre mangiamo o dormiamo,
mentre non combiniamo nulla,
o facciamo qualcosa di peggio,
ci sono degli esseri, milioni
di esseri umani
che sono nostri fratelli in Cristo,
che muoiono di fame,
che muoiono di freddo,
se fossimo soltanto capaci di pensare agli altri,
allora non potremmo più
mangiare come bestie,
dormire come bruti,
e continuare ad essere stupidamente felici.
 
Se noi fossimo capaci di sentire
la miseria degli altri,
allora diverremmo degli uomini veri.
 
Certamente non riusciremo a tutto:
Non possiamo sfamare la terra tutta,
e non abbiamo il potere di richiamare a vita.
Certamente i poveri morti, agghiacciati,
non apriranno più gli occhi carichi di spavento
per sorridere domani alla luce del mondo.
Abbiamo gettato nella fossa comune
milioni di pura felicità.
 
Ma restano i vivi.
Restano degli esseri da proteggere
e il mondo da ricostruire.
Non faremo tutto,
ma possiamo pur fare qualcosa.
 
Se tutti, ciascuno di noi,
tutti insieme e subito,
tenteremo quel che ci è possibile,
voglio dire più di quello che ci è possibile,
qualcuno sarà salvato.
 
Allora, trascinati dal nostro esempio,
altri faranno come noi,
cioè, meglio di noi.
E saranno a loro volta imitati.
E altri faranno come loro,
cioè, meglio di loro.
 
Allora un'immensa catena d'amore
s'annoderà tutt'intorno al mondo.
 
Catenda d'amore o catena di morte?
Bisogna scegliere,
subito
e per sempre.
 
Una crociata?
Sì.
 
Finché ci sarà sulla terra
un innocente che avrà fame,
che soffrirà di freddo,
che sarà perseguitato;
finché ci sarà sulla terra una carestia rimediabile
o una prigione ingiusta,
il gran messaggio d'amore di Cristo
non sarà realizzato,
la cristianità non potrà rallentare la sua marcia,
e né tu, né io avremo il diritto di tacere
o di riposarci.
 
Bomba atomica o Carità?
 
La lotta suprema è ingaggiata.
Ma la nostra vittoria è certa:
 
LA CARITA' SALVERA' IL MONDO!
 
Raoul Follereau
27 janvier

Preghiera per tutti gli infelici

Signore, insegnaci
a non amare noi stessi,
a non amare soltanto i nostri,
a non amare soltanto quelli che amiamo.
 
Insegnaci a pensare agli altri,
ad amare in primo luogo
quelli che nessuno ama.
 
Signore, facci soffrie
della sofferenza altrui.
 
Facci la grazia di capire
che ad ogni istante,
mentre noi viviamo una vita troppo felice,
pretetta da Te,
ci sono miglioni di esseri umani,
che sono pure figli tuoi e nostri fratelli,
che muoiono di fame
senza aver meritato di morire di fame,
che muoiono di freddo
senza aver meritato di morire di freddo.
 
Signore, abbi pietà
di tutti i poveri del mondo.
 
Abbi pietà dei lebbrosi,
ai quali Tu così spesso hai sorriso
quand'eri su questa terra;
pietà dei milioni di lebbrosi,
che tendono verso la tua misericordia
le mani senza dita,
le braccia senza mani...
 
E perdona a noi di averli,
per una irragionevole paura, abbandonati.
E non permettere più, Signore,
che viviamo felici da soli.
 
Facci sentire l'angoscia
della miseria universale,
e liberaci da noi stessi
... se tale è la tua volontà.
 
Raoul Follereau
11 juin

Rischiare o non rischiare??

"Rischiare è perdere per un po' il proprio equilibrio.

Non rischiare è perdere la propria vita"

S. Kierkegaard

31 mai

Sono un Camminatore

Sono un camminatore.
Nessuno mi fermerà:
illusione sono le gioie e i dolori.
Senza casa sempre camminerò;
la zavorra che mi trae in basso
cadrà dispersa per terra
.

Sono un camminatore.
Per la strada canto a piena voce,
a cuore aperto,
libero dalle catene dei desideri;
attraverso il bene e il male
camminerò tra gli uomini
.

Sono un camminatore.
Svanirà ogni fatica.
Un canto sconosciuto
dal cielo lontano mi chiama;
una soave voce di flauto
mattina e sera incanta l'anima.

Sono un camminatore.
Una sera arriverò
dove brillano nuove stelle
,
dove olezza un nuovo profumo;
dove due occhi sempre
mi guardano dolcemente
.

Tagore

29 avril

Felici di Nulla

Bisogna essere felici di nulla, di una goccia d'acqua oppure di un filo di vento.
Di una coccinella che si posa sul tuo braccio o del profumo che viene dal giardino.
Bisogna camminare su questa terra con le braccia tese verso qualcosa che verrà
e avere occhi sereni per tutte le incertezze del destino.
Bisogna saper contare le stelle,amare tutti i palpiti del cielo
e ricordarsi sempre di chi ti vuole bene.
Solo così il tempo passerà senza rimpianti
e un giorno potremo raccontare di avere avuto tanto dalla vita.
 
Michael Alvarez
30 décembre

Metaphysucal

And much of Madness and more of Sin
/
and Horror the Soul of the Plot
EDGAR ALLAN POE
9 janvier

Il Corvo

Era una cupa mezzanotte e mentre stanco meditavo
Su bizzarri volumi di un sapere remoto,
Mentre, il capo reclino, mi ero quasi assopito,
D’improvviso udii bussare leggermente alla porta.

"C’è qualcuno" mi dissi "che bussa alla mia porta"
Solo questo e nulla più.

Ah, ricordo chiaramente quel dicembre desolato,
Dalle braci morenti scorgevo i fantasmi al suolo.

Bramavo il giorno e invano domandavo ai miei libri
Un sollievo al dolore per la perduta Lenore,
La rara radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Lenore
E che nessuno, qui, chiamerà mai più.

E al serico, triste, incerto fruscio delle purpuree tende
Rabbrividivo, colmo di assurdi tenori inauditi,
Ebbene ripetessi, per acquietare i battiti del cuore:
"E’ qualcuno alla porta, che chiede di entrare,
Qualcuno attardato, che mi chiede di entrare."

Ecco: è questo e nulla più.
Poi mi feci coraggio e senza più esitare
"Signore," dissi "o Signora, vi prego, perdonatemi,
Ma ero un po’ assopito ed il vostro lieve tocco,
Il vostro così debole bussare mi ha fatto dubitare
Di avervi veramente udito". Qui spalancai la porta:
C’erano solo tenebre e nulla più.

Nelle tenebre a lungo, gli occhi fissi in profondo,
Stupefatto, impaurito sognai sogni che
mai
Si era osato sognare
: ma nessuno violò
Quel silenzio e soltanto una voce, la mia,
Bisbigliò la parola "Lenore" e un eco rispose:
"Lenore". Solo quello e nulla più.

Rientrai nella mia stanza, l’anima che bruciava.

Ma ben presto, di nuovo, si udì battere fuori,
E più forte di prima. "Certo" dissi "è qualcosa
Proprio alla mia finestra: esplorerò il mistero,
Renderò pace al cuore, esplorerò il mistero."
Ma è solo il vento, nulla più.

Allora spalancai le imposte e sbattendo le ali
Entrò un Corvo maestoso dei santi tempi antichi
Che non fece un inchino, né si fermò un istante.

E con aria di dame o di gran gentiluomo
Si appollaiò su un busto di Palladie sulla porta
Si posò, si sedette, e nulla più.


Poi quell’uccello d’ebano, col suo austero decoro,
Indusse ad un sorriso le mie fantasie meste,
"Perché" dissi "rasata sia la tua cresta, un vile
Non sei, orrido, antico Corvo venuto da notturne rive.

Qual è il tuo nome nobile sulle plutonie rive?"
Disse il Corvo: "Mai più".

Ma quel corvo posato solitario sul placido busto,
Come se tutta l’anima versasse in quelle parole,
Altro non disse, immobile, senza agitare piuma,
Finché non mormorai: "Altri amici di già sono volati via:
Lui se ne andrà domani, volando con le mie speranze
"
Allora disse il Corvo: "Mai più".

Trasalii al silenzio interrotto da un dire tanto esatto,
"Parole" mi dissi "che sono la sua scorta sottratta
A un padrone braccato dal Disastro, perseguitato
Finché un solo ritornello non ebbe i suoi canti,
Un ritornello cupo, i canti funebri della sua speranza:
Mai, mai più".

Rasserenando ancora il Corvo le mie fantasie,
Sospinsi verso di lui, verso quel busto e la porta,
Una poltrona dove affondai tra fantasie diverse,
Pensando cosa mai l’infausto uccello del tempo antico.

Cosa mai quel sinistro, infausto e torvo anomale antico
Potesse voler dire gracchiando "Mai più".

Sedevo in congetture senza dire parola
All’uccello i cui occhi di fuoco mi ardevano in cuore;
Cercavo di capire, chino il capo sul velluto
Dei cuscini dove assidua la lampada occhieggiava,
Sul viola del velluto dove la lampada luceva
E che purtroppo Lei non premerà mai più.

Parve più densa l’aria, profumata da un occulto
Turibolo, oscillato da leggeri serafini
Tintinnanti sul tappeto. "Infelice" esclamai "Dio ti manda
Un nepente dagli angeli a lenire il ricordo di Lei,
Dunque bevilo e dimentica la perduta tua Lenore!"
Disse il Corvo "Mai più".

"Profeta, figlio del male e tuttavia profeta, se uccello
Tu sei o demonio, se il maligno" io dissi "ti manda
O la tempesta, desolato ma indomito su una deserta landa
Incantata, in questa casa inseguita dall’Onore,
Io ti imploro, c’è un balsamo, dimmi, un balsamo in Galaad?"
Disse il Corvo: "Mai più".

"Profeta, figlio del male e tuttavia profeta, se uccello
Tu sei o demonio, per il Cielo che si china su noi,
Per il Dio che entrambi adoriamo, dì a quest’anima afflitta
Se nell’Eden lontano riavrà quella santa fanciulla,
La rara raggiante fanciulla che gli angeli chiamano Lenore".
Disse il Corvo: "Mai più".

"Siano queste parole d’addio" alzandomi gridai
"Uccello o creatura del male, ritorna alla tempesta,
Alle plutonie rive e non lasciare una sola piuma in segno
Della tua menzogna. Intatta lascia la mia solitudine,
Togli il becco dal mio cuore e la tua figura dalla porta"
Disse il Corvo: "Mai più".

E quel Corvo senza un volo siede ancora, siede ancora
Sul pallido busto di Pallade sulla mia porta.

E sembrano i suoi occhi quelli di un diavolo sognante
E la luce della lampada getta a terra la sua ombra.

E l’anima mia dall’ombra che galleggia sul pavimento
Non si solleverà "Mai più" mai più.

Edgar Allan Poe

23 octobre

Annabel Lee

Or son molti e molti anni
che in un regno in riva al mare
viveva una fanciulla che col nome
chiamerete di Annabel Lee:
e viveva questa fanciulla con non altro pensiero
che d’amarmi e d’essere amata da me.
Io ero un bimbo e lei una bimba,
in questo regno in riva al mare;
ma ci amavamo d’un amore ch’era più che amore-
io e la mia Annabel Lee –
d’un amore che gli alati serafini in cielo
invidiavano a lei ed a me.
E fu per questo che –oh, molto tempo fa-
in questo regno in riva al mare
un vento soffiò da una nube, raggelando
la mia bella Annabel Lee;
così che vennero i suoi nobili parenti
e la portarono da me lontano
per rinchiuderla in un sepolcro
in questo regno in riva al mare.
Gli angeli, non così felici in cielo come noi,
a lei e a me portarono invidia –
oh sì! E fu per questo ( e tutti ben lo sanno
in questo regno in riva al mare)
che quel vento irruppe una notte dalla nube
raggelando e uccidendo la mia bella Annabel Lee.
Ma molto era più forte il nostro amore
che l’amor d’altri di noi più grandi-
che l’amor d’altri di noi più savi-
e né gli angeli lassù nel cielo
né i demoni dentro il profondo mare
mai potran separare la mia anima dall’anima
della bella Annabel Lee:-
giacché mai raggia la luna che non mi porti sogni
della bella Annabel Lee;
e mai stella si leva ch’io non senta i fulgenti occhi
della bella Annabel Lee:-
e così, nelle notti, al fianco io giaccio
del mio amore – mio amore – mia vita e mia sposa,
nel suo sepolcro lì in riva al mare,
nella sua tomba in riva al risonante mare.

Edgar Allan Poe

Adoro qsta poesia! Mi piace il suo lato "oscuro", il suo canto d'amore eterno. E' così ke intendo io il vero amore, chissà se..

5 octobre

Solo

Fanciullo, io già non ero
come gli altri erano, nè vedevo
come gli altri vedevano. Mai
derivai da una comune fonte
le mie passioni - nè mai,
da quella stessa, i miei aspri affanni.
Nè il tripudio al mio cuore
io ridestavo in accordo con altri.
Tutto quello che amai, io l'amai da solo.
Allora - in quell'età - nell'alba
d'una procellosa vita - fu derivato
da ogni più oscuro abisso di bene e male
il mistero che ancora m'avvince -
dai torrenti e dalle sorgenti -
dalla rossa roccia dei monti -
dal sole che d'intorno mi ruotava
nelle sue dorate tinte autunnali -
dal celeste baleno
che daccano mi guizzava -
dal tuono e dalla tempesta -
e dalla nuvola che forma assumeva
(mentre era azzurro tutto l' altro cielo)
d'un demone alla mia vista -

                                         Edgar Allan Poe